sabato 12 agosto 2023

XIX domenca del tempo ordinario

Le immagini presenti nelle letture: 

la traversata, la barca, il vento e la tempesta (vangelo); ancora: una caverna e la notte (1 lettura).

In esse vediamo i momenti di fatica, di crisi, di prova che ci accompagnano nella traversata della vita.

 

Le reazioni: 

Elia (1 lettura) si chiude in se stesso; i discepoli diventano preda della paura. Tu?

 

Una domanda che nasce: ma Dio dov’è in questi momenti? Perché non lo percepiamo?

Forse i nostri occhi sono impediti e lo vedono più come un fantasma (Vg).

Oppure rischiamo di avere false attese nei suoi confronti, come Elia che pensava a un Dio forte potente come il vento, il fuoco, il terremoto.

 

Nel cammino della nostra vita invece Dio c’è come “un sussurro di brezza leggera”, parla nel silenzio e soprattutto è il presente, sempre. Così lo rivela a noi la Parola ascoltata.

Presente “subito”. “Subito Gesù parlò dicendo: ‘Coraggio sono io non abbiate paura’”. “Subito Gesù tese la mano e lo afferrò”.

 

Lui c’è e salva. Sta a noi riconoscerlo come Elia, sta a noi guardare a Lui e tendere a Lui con fiducia come Pietro. Quel Pietro tuttavia che quando il suo sguardo si distoglie da Gesù e ritorna al vento, alla tempesta, eccolo affondare. “Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni” (Giovanni XXIII). Pietro chiede consiglio alla paura e affonda.

Solo tenendo fisso lo sguardo su Gesù nostra speranza si riesce a cavalcare le acque, a vincere le sfide dalla vita.

 

“Signore salvami” “Davvero tu sei figlio di Dio”.

Sia anche la nostra preghiera perché ci doni lo sguardo autentico della fede, quello sguardo che sa fissare gli occhi su Lui, fidandosi della sua Parola, come ha fatto Maria.

 


 

 

domenica 6 agosto 2023

"Ascoltatelo" - Trasfigurazione del Signore

 

Quando è buio si cerca la luce; quando c’è disperazione si cerca conforto; quando si soffre si cerca la vita.

Siamo tutti cercatori di luce, di vita, perché tutti immersi troppe volte nella notte, nel buio, nello scoraggiamento.

E dove cerchi? Accanto a te, fuori di te, negli altri, nelle cose… ovunque pur di trovare un appiglio, un sostegno, anche a rischio di rimane deluso o ingannato.

L’episodio che oggi celebriamo diventa invito per i discepoli che erano in un momento di oscurità ma anche per noi, a cercare “oltre” a cercare “dentro”.

Gesù sul monte, ai suoi amici in cammino con lui, fa vedere e intuire che ‘oltre’ il buio c’è la luce, ‘oltre’ la croce la vita, e che questa luce, questa vita, abitano in ciascuno di noi.

E’ l’annuncio che si diffonde da quel monte. Annuncio di una trasfigurazione che si compie dal di dentro, dal profondo della persona di Gesù rivelandosi nel suo volto luminoso e in tutta la sua persona E questo per rivelarci che tutto ciò può avvenire anche per ciascuno di noi. Perché in Gesù, Dio è entrato nell’umano e che tutto ciò che è umano è abitato dal divino. In ogni essere vivente c’è, sopita e nascosta, una luce di vita che attende di essere scoperta e manifestata.

Dio è non solo vicino, accanto a noi, ma soprattutto in noi, dentro ogni uomo: riconoscerne la presenza, accoglierla, ascoltare la Sua voce allora trasfigura anche noi.

Come posso diventarne consapevole, accorgermi di questa meravigliosa e trasfigurante presenza? Occorre ‘uscire’ ci dice il vangelo, andare “in disparte su un alto monte”. Non avere paura di salire sopra le nostre quotidiane preoccupazioni, uscire dal caos e dalla confusione che ci sommerge, per fare esperienza di silenzio, di interiorità, di ascolto, di visione nuova della realtà.

Allora sì che “potrà sorgere nei nostri cuori la stella del mattino” come dice Pietro. Potrà risuonare anche per noi quella voce che ci dice “Tu sei mio figlio, l’amato”, perché “non siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate” ma abbiamo fatto finalmente esperienza della Sua Presenza nella nostra vita. Presenza che trasfigura la vita e la orienta verso la pienezza, la bellezza, il compimento.

Oggi questo lo desideriamo e lo auguriamo ai tanti giovani in cammino e in ricerca, affinché l’esperienza della Giornata della gioventù a Lisbona sia per loro un principio di trasfigurazione, di novità per la loro vita.

Lo auguriamo anche a ciascuno di noi, perché impariamo ad andare oltre la figura che abbiamo di noi stessi. ‘Trans-figura’, ‘oltre la figura’, oltre l’immagine esteriore, per scoprirci abitati da una Presenza di luce, di vita da accogliere e ascoltare; una Presenza da cui lasciarci amare e trasfigurare fino a diventare testimoni di questo dono unico.

Così che da questa scoperta possa ripartire il nostro cammino, il nostro “scendere dal monte” per affrontare la vita, in tutta la sua complessità e fatica, ma abitati da una luce che ha la forza di trasfigurare ogni istante nell’ascolto della Sua Parola: “Ascoltatelo” è l’invito anche per noi. E ascoltandolo impariamo a camminare con lui dentro le oscure strade della quotidianità. Perché “vivere è la fatica paziente e gioiosa di liberare tutta la luce e la bellezza sepolte in noi, la pazienza della nostra incompiuta trasfigurazione nella luce” (E.Ronchi), passo dopo passo, con Gesù, verso la definitiva pienezza, verso quella luce senza fine che ci attende.

 

 

domenica 30 luglio 2023

"Cosa scegli?" - XVII domenica del tempo ordinario

Gesù conclude le sue parabole dicendo che chi è divenuto suo discepolo “è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.

Così dovremmo essere noi cristiani: ricercatori, capaci di discernere, riconoscere, estrarre dal tesoro del nostro cuore ciò che vale, che è importante per la nostra vita e per costruire una società che attui i valori del Regno di Dio che Gesù annuncia.

Di questa capacità di discernimento parla anche la prima lettura presentandoci la figura di Salomone. “Hai domandato per te il discernimento”: afferma il Signore davanti alla scelta fatta da questo ragazzo che riconosce la fatica: “non so come regolarmi”. Sono parole che anche noi a volte abbiamo sulle labbra: non so come fare, che scelta compiere, come comportarmi in questa e quest’altra situazione… Questa consapevolezza della propria incapacità apre la strada alla richiesta del dono più importante: un cuore saggio, un cuore capace di discernimento. “Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia e distinguere il bene dal male”.

La situazione attuale che stiamo attraversando chiama tutti, e noi cristiani in primo luogo, a guardare avanti con saggezza imparando a distinguere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. Ci chiama con urgenza a discernere, valutare, scegliere…

Ma perché questo avvenga occorre un cuore libero, illuminato, che non si lascia indurire da pensieri malvagi, dalla bramosia di possedere e dominare. Il nostro cuore più lo liberiamo dai nostri desideri, dai nostri egoismi e più sarà capace di orientarsi al tesoro, alla perla preziosa. A quell’essenziale che riempie la vita di significato e di gioia.

Come il contadino e il mercante delle prime due parabole: vendono tutto pur di avere il meglio, l’unica cosa di grande valore. Non si sottopongono a un sacrificio, anzi fanno un affare, che dona loro gioia. Disposti a lasciare e perdere qualcosa, pur ti ottenere il meglio. Oggi questo ci è chiesto.

Il nostro cuore deve diventare capace di discernere ciò che conta davvero per la nostra vita da ciò che è meglio mettere in secondo piano o lasciare perdere totalmente.

Non abbiamo ancora capito che non possiamo continuare a vivere sopra le nostre reali possibilità, che non possiamo sfruttare e deturpare la natura a nostro piacimento? che non possiamo fare a meno gli uni degli altri, che ridare importanza alle relazioni famigliari è decisivo, che condividere ed essere solidali è il segreto per un domani più giusto e sereno? Discernere, valutare: da soli e insieme, come comunità, per orientare il cuore e le scelte al tesoro vero, a ciò che conta veramente.

Occorre decidersi mentre siamo in tempo. Lo ricorda la terza parabola ascoltata: “il Regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare che raccoglie ogni genere di pesci”. E’ un’immagine molto bella: dice che l’agire di Dio è un agire che salva: Lui raccoglie tutta l’umanità, nessuno escluso nel suo abbraccio di salvezza; ci strappa dai gorghi del mare (simbolo del male) e ci raccoglie nella rete del suo amore.

Tuttavia a questa immagine fa subito seguito un’operazione di scernita, di separazione tra “pesci buoni e cattivi, (marci)”.

Per ricordarci che, se Dio vuole salvare tutti, dipende però da noi, dalle nostre libere scelte stare nel suo abbraccio o rifiutarlo. Questo dipende da come e verso chi si orienta la nostra vita, quale è il tesoro e la perla per cui abbiamo speso noi stessi e le nostre energie.

Appare chiaro il legame con le prime due parabole. Tutte ci ricordano che vivere non è semplicemente lasciarsi vivere, lasciarsi trasportare dall’onda, ma piuttosto ricercare ciò che vale, quel Regno che è già dentro la storia ma che va scoperto e fatto proprio come un tesoro, una perla. Questo oggi diventa fondamentale se vogliamo aprirci a un futuro di speranza, di pace.

Lasciamoci guidare dallo Spirito del Signore che opera nel nostro cuore e saremo così portati a discernere tra le tante proposte, parole, idee, cose, ciò che veramente conta e vale, il tesoro prezioso, la perla nascosta che altri non è se non Gesù e la sua Parola.