sabato 9 maggio 2026

Noi, tutti, responsabili della pace.

L’8 maggio di un anno fa, il giorno dell'elezione al soglio petrino, Robert Prevost si è impegnato ad essere la nuova guida del popolo di Dio con parole decise e ferme: «La pace sia con tutti voi!»

Abitiamo questo pianeta, siamo l’umanità che vive e condivide la bellezza del Creato, siamo concittadini di questo meraviglioso mondo. Per questa condivisione, ogni essere umano, secondo le proprie capacità, ha diritti e doveri, ha possibilità e responsabilità. Cosa può distinguere un essere umano da un altro? Quali sono gli aspetti e le caratteristiche che definiscono l’appartenenza al genere umano? Quando nasciamo non veniamo al mondo nelle stesse condizioni e con le stesse opportunità. Poche sere fa ho sentito il Santo Padre affermare che tutti abbiamo la pace nel cuore. Un pensiero semplice e profondo allo stesso tempo, un punto di riferimento sempre rivolto alla pace che accompagna Leone XIV fin dai primi momenti del suo ministero petrino. L’emozione di quelle prime parole che auguravano la pace accompagna ancora il Papa che continua incessantemente a chiedere la pace – ieri ancora, dal santuario di Pompei – a chi può dare pace. Le emozioni hanno caratteristiche e sensibilità personali, sono istintive e spontanee e ci aiutano a comprendere meglio le nostre intenzioni, a dare una posizione esatta a valori che dovrebbero essere comuni a tutta l’umanità. Valori come la ricerca della verità e la richiesta della giustizia per invocare la pace dovrebbero essere comuni ad ogni essere umano di ogni condizione sociale e in ogni angolo della terra. Dovrebbero essere così perché tutti abbiamo la pace nel cuore.

Il Papa e i cristiani chiedono la pace perché credono nella promessa da Cristo: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace... non come ve la dà il mondo». Con questa certezza, chi crede deve parlare ora, oggi e sempre di ciò che ostacola la pace, non può tacere sulla mancanza di rispetto per la vita. Con la fedeltà al messaggio evangelico, il Santo Padre chiede di abolire il commercio e l’uso delle armi, chiede verità e giustizia per i deboli e gli indifesi. Seguendo il suo esempio, i fedeli cristiani promuovono l’educazione alla pace e favoriscono la cultura della solidarietà come necessità morale e spirituale dell’umanità. Abbiamo la responsabilità, come tutta l’umanità, di chiedere la pace come diritto essenziale di ogni essere umano. La vita cristiana ha necessità di fede forte e profonda in Cristo, deve avere il coraggio di essere presenza giusta nella società e nei propri contesti di vita, sentire il dovere civile di rispettare le altrui coscienze nelle reciproche differenze. Quel pomeriggio dell’8 maggio 2025, con quel deciso e fermo: «La pace sia con tutti voi!» è iniziato l’impegno del cardinale Robert Prevost alla responsabilità di essere nuova guida del popolo di Dio. È la stessa responsabilità che sentiamo anche nostra nella preghiera, nelle azioni, nei pensieri e nelle parole costantemente rivolte alla pace. Grazie, Santità! Il percorso è duro, la strada potrebbe essere ancora lunga ma è grande la forza della Fede che trasmette ai poveri e agli oppressi della terra. Con l’aiuto di Dio, insieme e sempre, saremo responsabili nella costruzione della pace. Ad multos annos, Santo Padre!

Da "Avvenire" Testo di Ibrahim Faltas


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