LA TENDA DI MAMRE, un luogo di silenzio e di ascolto, di ricerca e di incontro, di preghiera e di pace.
lunedì 1 maggio 2023
domenica 30 aprile 2023
"L'ho incontrato" - Quarta domenica di Pasqua
“Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Bastano queste parole per dire tutto l’amore di Dio per noi. Parole che evidenziano l’unica grande vocazione alla quale tutti siamo chiamati: la vocazione alla vita, a una vita abbondante, significativa, realizzata.
Davanti a questa chiamata tuttavia dobbiamo interrogarci e chiederci: cosa e chi mi fa vivere sempre meglio? cosa e chi invece mi inganna e distrugge la mia vita? Negli Atti degli Apostoli, la gente si chiede: «cosa dobbiamo fare?». Pietro li invita a farsi battezzare, cioè a immergersi pienamente nella vita nuova che Gesù ci dona, a entrare in relazione profonda con Lui.
Infatti la vita abbondante e piena dipende dalle relazioni che costruiamo e viviamo. Gesù parla chiaro infatti. Ci sono relazioni che sono come “ladri e briganti” che ci ingannano; entrano nella nostra vita con astuzia e creano scompiglio, portano divisione, tolgono la pace dal cuore. Queste persone o cose non entrano dalla porta, cioè apertamente ma come ladri con astuzia vengono ad occupare la nostra mente, i nostri pensieri e infine le nostre scelte, fino a diventare loro i padroni, riducendoci a schiavi del loro volere. Se ci fermiamo a riflettere riusciamo sicuramente a dare un nome e un volto a questi “ladri”: a volte persone reali che ci ingannano e ci spingono a scelte disoneste, al male e alla maldicenza, altre volte si tratta di cose o atteggiamenti: brama di possedere, orgoglio, egoismo, se non violenza e cattiveria. Non sono certo queste relazioni che possono donarci una vita bella; anzi lentamente la frantumano e distruggono, portandoci a una vita assurda e vuota.
Sempre con chiarezza Gesù afferma invece che lui vuole entrare nella nostra vita, in relazione con noi, non con inganno ma dalla porta; perché lui non è ladro, ma “pastore”, perché “chi entra dalla porta è il pastore”. Per questo porta pace, pienezza e armonia di vita. Non si fa padrone, ma custode, rendendoci così figli liberi e amati. Come e quando avviene questo? Quando ”ascoltando la sua voce” e “seguendo le sue orme” facciamo spazio a Lui nella nostra vita come si fa spazio a un amico, a una persona amata. Più rafforziamo la relazione con lui e più la nostra vita cresce, si rafforza, si unifica, si fa bella e feconda.
Non solo: Lui “pastore e custode delle nostre anime” che ci conosce per nome ci “conduce fuori”, dice il vangelo, anzi “spinge fuori”. Fuori da ogni recinto e chiusura, perché sa bene che non si può avere vita abbondante se ci si chiude in se stessi e nei propri recinti. Così facendo si soffoca, ci si impoverisce, si diventa sterili. Ecco perché “spinge fuori”, invita a uscire da ogni recinto mentale, di gruppo o di casta, di idee. Quanti recinti innalziamo pensando di salvarci, difenderci, custodirci, ma di fatto questi recinti ci isolano, ci chiudono, ci impoveriscono. Anche nelle nostre comunità: il recinto della propria piccola parrocchia, il recinto di tradizioni e usanze vissute senza più convinzione; il recinto fatto di calcoli, di critiche, di giudizi che ci chiudono gli uni agli altri.
Se vogliamo la vita in abbondanza occorre lasciar entrare Gesù per poi con Lui diventare chiesa, capaci di relazioni fraterne e pronti a uscire verso gli altri, verso il mondo, verso ogni uomo e donna per camminare insieme e, portare frutti abbondanti di vita. La vocazione-relazione con Gesù si compie nella relazione con gli altri, nella chiesa e nel mondo. “Nella Chiesa, scrive papa Francesco nel messaggio per questa giornata, siamo tutti servitori e servitrici, secondo diverse vocazioni. La vocazione al dono di sé nell’amore, comune a tutti, si dispiega e si concretizza nella vita dei cristiani laici e laiche, impegnati a costruire la famiglia come piccola chiesa domestica e a rinnovare i vari ambienti della società con il lievito del Vangelo; nella testimonianza delle consacrate e dei consacrati, donati tutti a Dio per i fratelli e le sorelle come profezia del Regno di Dio; nei ministri ordinati (diaconi, presbiteri, vescovi) posti al servizio della Parola, della preghiera e della comunione del popolo di Dio. Solo nella relazione con tutte le altre, ogni specifica vocazione nella Chiesa viene alla luce pienamente con la propria verità e ricchezza. In questo senso, la Chiesa è una sinfonia vocazionale, con tutte le vocazioni unite e distinte in armonia e insieme “in uscita” per irradiare nel mondo la vita nuova del Regno di Dio”.
Perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza
domenica 23 aprile 2023
sabato 22 aprile 2023
"L'ho riconosciuto" - Terza domenica di Pasqua
I vangeli di queste prime domeniche del tempo pasquale ambientano l’incontro con Gesù Risorto nell’ambito domestico, casalingo. L’incontro con Gesù avviene lì: “Quando fu a tavola con loro”, nel ripetersi quotidiano del gesto dello spezzare il pane, che da quel giovedì sera aveva assunto un sapore totalmente nuovo; lì i discepoli aprono gli occhi e riconoscono: “prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”.
Questo tuttavia è preceduto da un cammino: i discepoli “erano in cammino”. Un cammino strano: da Gerusalemme a Emmaus la periferia; un cammino di fuga. Un cammino non solo fisico ma anche interiore. Un cammino carico di dubbi, di tristezza, di delusione per quanto stavano vivendo sulla propria pelle: l’esperienza del dolore, dell’ingiustizia, della morte, del fallimento e del crollo di ogni speranza: “Noi speravamo…”
E’ proprio lungo questo cammino, faticoso e silenzioso, che scoprono di non essere soli: “si avvicinò e camminava con loro”. Una vicinanza che pian piano apre al dialogo, alla condivisione della vita, dei fatti, dei problemi per arrivare, sempre passo dopo passo, a gettare su essi una luce nuova che aiuta a rileggere quanto accaduto, a riaccendere una speranza ormai assopita, a illuminare e scaldare il cuore: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Gesù, oggi come allora, lo si incontra nel cammino della vita quale pellegrino sconosciuto che si affianca a noi. Cammina con noi dentro i nostri tortuosi e a volte misteriosi cammini per aiutarci a decifrarli, scoprendo che la croce, ogni croce, è passaggio, mai l'ultima parola ma sempre strada per far fiorire novità, quando essa diventa luogo dove l'amore sa offrire tutto fino al compimento; è così da sempre, dicono le antiche Scritture! “Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”.
Non bastano, anzi non servono i segni clamorosi (“sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli ma…”); serve piuttosto il coraggio di affrontare la vita concreta con occhi nuovi che sappiano andare oltre l’apparenza, lo scontato; capaci così di cogliere la silenziosa e nascosta Presenza di un Dio che in Gesù, il Vivente, percorre le nostre strade e le illumina con la Sua Parola.
E la casa resta anche oggi il luogo dell’incontro, dalla consapevolezza della Presenza che non sparisce ma ci permea così profondamente da non aver più bisogno di vederla, perché sentita e percepita nel cuore riscaldato dalla Parola, nell’amore rinnovato, nella fraternità solidale attuata con parole e gesti che rendono efficace e vero il gesto dello spezzare il pane.
C’è alla fine il ritorno alla comunità; da essa si erano allontanati ora diventa luogo dove condividere l’incontro sperimentato: “essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”. Che bella questa immagine di comunità! Luogo dove condividere l’esperienza dell’incontro riscoprendoci figli e fratelli, famiglia di un Dio venuto tra noi e rimasto per sempre per affrontare con noi ogni cammino, ogni notte. «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto».
Sì o Signore, anche in questa sera del mondo, resta con noi: i nostri occhi sappiano riconoscerti sulle nostre strade, in ogni fratello e sorella che condivide con noi il cammino della vita; il nostro cuore sia riscaldato dalla tua Parola che è luce e speranza e che illumina i nostri dubbi e ci sostiene nelle nostre prove e fatiche; la nostra vita sappia fare memoria e rinnovare ogni giorno, dentro e fuori le nostre case, il gesto pasquale dello spezzare il pane, segno della tua Presenza e del tuo amore, della tua vita spezzata per noi affinché anche la nostra vita impari a farsi dono, pane spezzato per tutti!



