martedì 5 gennaio 2021

"Lasciarsi interrogare per trovare nuove strade" - EPIFANIA del Signore

 

Riflettendo su questo episodio della  manifestazione di Gesù ai Magi, ai lontani, alle genti, (è questo il senso dell’Epifania che “le genti sono chiamate a condividere la stessa eredità” dice Paolo), mi sono reso conto di quanto i Magi siano attuali per noi oggi: li definirei preziosi indicatori di strada.

Guardando al brano di Vangelo notiamo che è caratterizzato da una contrapposizione tra staticità e movimento. Da una parte la staticità degli abitanti di Gerusalemme, di Erode, degli scribi e dall’altra il movimento ininterrotto dei Magi.

Questi personaggi misteriosi appaiono come uomini del cammino che, lasciandosi interrogare dai fatti, dalla situazione che vivono, dai segni che vedono, non stanno ad aspettare una risposta, una soluzione, ma la cercano.

In cammino lasciandosi interrogare, aperti ad ogni provocazione e situazione. Quanto attuale questo invito.

Nel cammino dei Magi possiamo così cogliere alcune indicazione utili anche per noi e che caratterizzano il loro agire, frutto della loro capacità di lasciarsi interrogare.

Possiamo soffermarci almeno su tre aspetti.

Innanzitutto il saper leggere i segni: “Alza gli occhi intorno e guarda” diceva già il profeta Isaia. “Abbiamo visto – dicono i Magi – e siamo venuti”. Hanno visto segni (la stella, le antiche scritture) si sono lasciati interrogare e si sono messi in movimento per cercare, per trovare la novità intuita.

Quanto importante anche per noi oggi saper leggere i segni di quanto avviene in noi e attorno a noi e lasciarsi interrogare da essi. Cosa mi dice quanto sto vivendo? quali provocazioni mi offre? a quali domande mi provoca? quali segni riesco a vedere, in bene e in male, attorno a me, nei fatti del quotidiano? ci sono luci di bene, di solidarietà, ci sono fatiche e sofferenze, ci sono rovesciamenti di abitudini… tutto ciò cosa mi dice? Occorre lasciarci interrogare, chiederci cosa ha da dirci quanto stiamo vivendo. E’ il primo passo se vogliamo aprirci a un cammino di novità, uscendo dall’immobilismo delle nostre paure e abitudini, delle nostre fragili sicurezze.

Viene poi una seconda indicazione, tutta fatta di verbi: “Videro… si prostrarono, adorarono, aprirono, offrirono”. Verbi che indicano azioni che si riassumono in un unico atteggiamento: farsi dono. Hanno intuito che ciò che hanno visto e compreso attraverso il loro interrogarsi, il segno incontrato (videro il Bambino), conduce alla scelta di fare della propria vita un dono. Non tenere per sé, ma mettersi ai piedi dell’altro, del piccolo, riconoscerne la dignità, aprirsi e offrire se stessi con i doni e le capacità che li caratterizzano. Indicazione preziosa che diventa invito oggi per noi a riscoprire il valore dell’apertura, delle relazioni: con Dio e con gli altri, nella rinnovata consapevolezza che nel farsi dono sta il segreto per ricostruire relazioni autentiche aperte alla disponibilità nel servire, nell’offrire, nel condividere.

Ultima indicazione: “per un’altra strada tornarono”. Da questa ricerca e riflessione, da questo interrogarsi e leggere i segni, matura la capacità di intuire che un cambiamento è possibile, anzi è necessario. Cambiare strada. Non più la strada di Erode: del potere, del dominio, della forza, del primeggiare e possedere, della sicurezza personale e individualistica, della paura che chiude e paralizza. Una strada nuova è necessaria oggi come allora. Per un'altra strada dobbiamo imparare a camminare oggi: la strada del coraggio, della responsabilità personale, della giustizia e dell’onestà, del rispetto della vita e delle persone, della solidarietà, dell’attenzione al creato, del prendersi cura della vita di tutti e di ciascuno.

Allora veramente si fa esperienza di epifania: si manifesta agli occhi nostri e del mondo la presenza di un Dio che è salvezza per tutti. Si ritrova speranza e anche le antiche parole del profeta possono risuonare nuove: “Alzati, rivestiti di luce… si dilaterà il tuo cuore…”. Potremo così scoprire che tutti siamo chiamati a “formare un solo corpo”, una sola famiglia, una umanità in cammino verso una fraternità sempre più concreta e diffusa.

Non sciupiamo la provocazione che ci viene dai Magi e mettiamoci subito in movimento: interrogarci, cercare, cambiare, per poter arrivare anche noi a fare l’esperienza dell’incontro con Colui che apre sempre a cammini di novità e ci riempie – come per i Magi - di “una gioia grandissima”.

 


 

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